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Interrompere le catene di trasmissione di COVID-19 in Italia: indagine tra i Dipartimenti di Prevenzione

Publication date: 21/07/2020 – E&P Code: repo.epiprev.it/1943
Authors: Stefania Salmasoa1, Francesca Zambri2,3, Matteo Renzi4, Angela Giusti2Sottomesso alla peer review sulla rivista Epidemiologia&Prevenzione

Abstract: INTRODUZIONE E OBIETTIVI. L’efficacia delle misure di controllo della pandemia di Covid-19 non può prescindere dalla capacità dei sistemi di sorveglianza di identificare e isolare tempestivamente le persone contagiose e i loro contatti. Durante Maggio 2020 è stata condotta una ricognizione rapida di metodi e strumenti adottati dalle ASL per descrivere alcuni aspetti organizzativi e di risorse coinvolte nel controllo della pandemia di COVID-19.
DISEGNO. Rilevazione trasversale sulle attività condotte nel mese di aprile 2020.
SETTING E PARTECIPANTI. Informazioni relative alla raccolta di casi sospetti, alla conferma dei casi, all’isolamento delle persone infette, alle attività di contact-tracing e alla sorveglianza in strutture residenziali con assistenza sanitaria, riferiti al mese di aprile 2020, sono state raccolte tramite un questionario online, da un campione di convenienza di Dipartimenti di Prevenzione delle strutture territoriali dei Servizi Sanitari Regionali.
RISULTATI. Nei 44 Dipartimenti di Prevenzione in 14 Regioni/PA (40% della popolazione residente in Italia) partecipanti, diversi servizi sono stati impegnati nella risposta. Le segnalazioni di casi sospetti sono stati in media circa 3 volte il numero di casi confermati e sono state effettuate con un modulo locale nel 46% delle ASL e con un modulo regionale nel 42% dei Dipartimenti (in 9/14 Regioni), ma circa un quarto ha indicato che non sempre venivano usati tali strumenti. Il 2% non
aveva alcuna modulistica. I dati dei casi sospetti sono stati registrati nel 52% delle ASL su database locali, mentre nel 20% su database regionali (in 7 Regioni), tuttavia l’11% non ha effettuato registrazioni elettroniche. L’accertamento virologico extra-ospedaliero con tamponi nasofaringei, è stato effettuato in 7 punti prelievo in media (mediana pari a 5) per ASL per una capacità media giornaliera di 350 (71 per 100.000) tamponi per ASL. In totale 893 per 100.000 nuove persone sono state sottoposte a tampone nel mese di aprile. I dati relativi ai tamponi effettuati sono stati registrati su una piattaforma regionale in 17 ASL (39%) di 8 regioni. In 3 ASL solo i positivi sono stati registrati elettronicamente. In 12 ASL sono stati usati file locali. L’intervista ai casi confermati è stata fatta con un questionario locale in 23 Dipartimenti (52%), mentre in 6 ASL non è stato utilizzato uno strumento standardizzato. I dati raccolti sono stati registrati su una piattaforma regionale in 13 Dipartimenti (in 8 Regioni), in 2 Dipartimenti non tutti i casi sono stati registrati e in 18 sono stati registrati solo a livello locale. Per ogni caso confermato nel mese di aprile sono stati identificati una mediana di 4 contatti. Solo 13 (30%) Dipartimenti in 9 Regioni hanno registrato i dati dei contatti su data base regionale. Dieci Dipartimenti (23%) hanno solo registrazioni su carta, mentre il 56% ha registrato i dati su database locali. Circa 5 operatori sanitari sono stati impegnati su ogni singola attività della sorveglianza ogni 100.000 persone assistite.
CONCLUSIONI. La pandemia ha richiesto un grande sforzo organizzativo e una grande flessibilità per l’incremento di capacità di risposta sul territorio, che vanno ora potenziate e mantenute. Diversi strumenti sono stati messi a punto e utilizzati per gli stessi processi operativi di sorveglianza nelle ASL e la mole di dati raccolti spesso non è stata registrata per ulteriori elaborazioni e analisi del rischio. I risultati presentati sono la base per l’aggiornamento dei piani di risposta pandemica territoriale in cui andranno definiti anche i valori di riferimento per i processi operativi cruciali per l’interruzione dei contagi.

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Strategie di sorveglianza e biomonitoraggio del contagio da SARS-CoV-2 tramite tamponi individuali, pool testing e test sierologici: un protocollo per affrontare il dopo lockdown in Regione Toscana

Publication date: 20/04/2020 – E&P Code: repo.epiprev.it/1235
Authors: Gruppo di lavoro dell’Istituto per lo studio e la prevenzione oncologica (ISPRO)1: Francesca Maria Carozzi, Marco Peluso, Armelle Munnia, Irene Paganini, Simonetta Bisanzi, Donella Puliti, Marco Zappa, Cristina Sani, Elena Burroni; Gruppo di lavoro del Dipartimento di statistica, informatica, applicazioni (DISIA)2: Michela Baccini, Fabrizia Mealli, Giulia Cereda, Anna Gottard, Marco Pedone, Emilia Rocco, Cecilia Viscardi; Gruppo di lavoro dell’Agenzia Regionale di Sanità della Toscana (ARS Toscana)3: Mario Braga, Fabio Voller, Francesco Profili, Paolo Francesconi.

Abstract. L’epidemia da SARS-CoV-2 in pochi mesi si è rapidamente diffusa dalla Cina al resto del mondo. L’Italia è stato il primo paese Europeo pesantemente colpito dal contagio e il nostro servizio sanitario è stato ed è tuttora messo a dura prova dal moltiplicarsi dei casi di COVID-19.

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