Mese: Giugno 2020

Modalità di gestione integrata nel dipartimento di prevenzione di un focolaio epidemico da COVID-19 in un grande stabilimento di lavorazione di carni della provincia di bari

Publication date: 30/06/2020 – E&P Code: repo.epiprev.it/1888
Authors: G. Di Leone1, P. Drago2, M. Troiano3, F. Mascoli1, N. Dahbaoui2, D. Scorrano3, S. De Nitto4, L. Rizzo4, M. Iurilli4, M Pesce5, D. Lagravinese4, P. L. Lopalco6

Abstract: Diversi setting di propagazione si sono dimostrati particolarmente efficienti nella diffusione del SARS-CoV-2. A livello internazionale gli impianti di macellazione e trasformazione carni hanno generato numerosi focolai di COVID19. In questo lavoro gli autori descrivono il primo focolaio COVID19 documentato in Italia in un grosso impianto di trasformazione carni nel Sud Italia e gli interventi diagnostici e di controllo messi in atto per il suo contenimento.

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Sorveglianza della mortalità durante la pandemia COVID-19 in regione Emilia-Romagna

Publication date: 23/06/2020 – E&P Code: repo.epiprev.it/1878
Authors: Bartolini Letizia1, Chiara Di Girolamo1, Nicola Caranci1, Maria Luisa Moro1

,Abstract: La pandemia legata alla diffusione del virus SARS-CoV-2 ha determinato un impatto sanitario dalle dimensioni inizialmente difficili da definire. Tra le prime attività di monitoraggio in vari ambiti geografici italiani vi è stata l’analisi della mortalità generale e tra i casi notificati come positivi nel sistema di sorveglianza del COVID-19. Con l’obiettivo di analizzare l’ordine di grandezza, in termini assoluti e in riferimento all’atteso del quinquennio 2015-2019, si sono descritti i decessi avvenuti nel periodo 1° gennaio-15 maggio nell’intera regione Emilia-Romagna. Tramite le registrazioni che alimentano l’anagrafe delle persone assistite e la registrazione delle notifiche, si è potuto rilevare un eccesso della mortalità del 24% (uomini: 29%, donne: 19%) rispetto ai valori medi dello stesso periodo del quinquennio precedente. Mentre fino a febbraio 2020 la mortalità era stata inferiore all’atteso, è seguito un sensibile aumento fino ad un massimo nella settimana 18-24 marzo (+113%). Tale eccesso è stato più accentuato nelle provincie occidentali (+491% nella provincia di Piacenza) e sensibilmente minore nella provincia di Ferrara e in Romagna, ad eccezione di Rimini, che ha avuto un impatto di intensità intermedia e spostato in avanti, come avvenuto a Reggio Emilia e a Modena. A Bologna la massima intensità si è registrata ancora più avanti nel tempo (aprile inoltrato).

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La gravità delle pandemie regionali da 2019-nCOV è fortemente condizionata da un fattore geografico

Publication date: 22/06/2020 – E&P Code: repo.epiprev.it/1853
Authors: Roberto Ronchetti1, Francesco Ronchetti1

Abstract: Nel marzo 2020, studiando 248 epidemie da COVID-19, che si erano accese in tutto il pianeta dopo quella iniziale di Wuhan in Cina, osservammo che esisteva una zona geografica delimitata dalla latitudine 30°-50° Nord entro cui si erano verificate la maggior parte delle epidemie gravi. (1).
Pur mantenendo questo assunto si poteva però contemporaneamente notare come un considerevole numero di eventi epidemici che si erano verificati in questa fascia di latitudine non erano gravi; si poteva dunque dire che per essere grave una epidemia da 2019-nCoV era necessario che si verificasse in quella regione del pianeta: questa localizzazione, però, non era sufficiente perché sempre in quella zona esistevano molte epidemie non gravi.
Si trattava di una osservazione che documentava il fatto che il 2019-nCoV antigenicamente nuovo per tutta l’umanità esercitava la sua azione infettante e letale sotto l’influenza di fattori dispersi nel pianeta lungo una fascia geografica assai limitata.
Non è la prima volta che una tale associazione tra patologia virale e geografia viene ipotizzata, a livello epidemiologico (2). Al momento della nostra richiesta di pubblicazione queste osservazioni epidemiologiche sulla relazione clima-infezione non erano ancora comparse in letteratura.
Era un’osservazione comunque già allora intrigante e di difficile interpretazione. Dopo quasi tre mesi, molte epidemie nel pianeta si sono sviluppate e molte si sono concluse per cui è il momento di tentare la conferma dell’esistenza di un mal definito “fattore geografico” in grado di condizionare la gravità delle infezioni causate dal nuovo virus. Il presente studio utilizza le curve epidemiologiche di tutte le regioni italiane per tentare di capire se, in una nazione compresa nella già citata fascia 30°-50° latitudine Nord le curve epidemiche appaiono uniformi oppure sotto l’influenza di un fattore geografico.
Peraltro eseguire uno studio comparativo di solidi dati epidemiologici ufficiali di tutte le nostre regioni (3-9) è certamente fonte di chiarezza in un momento in cui si tende a colpevolizzare chi ha operato nel corso dei drammatici tre mesi trascorsi e c’è forte incertezza sulle misure che sono necessarie o opportune nei mesi a venire.

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Covid-19 in Africa: the little we know and the lot we ignore

Publication date: 18/06/2020 – E&P Code: repo.epiprev.it/1827
Authors: Sandro Colombo1, Rino Scuccato1, Antonello Fadda1, Amélia Jossai Cumbi1

Abstract: Covid-19 has stirred up an information deluge that challenges our capacity to absorb and make sense of data. In this unrelenting flow of information, Africa has been largely off the radar, escaping the attention of the scientific literature and the media. International agencies have been the exception: despite the still low numbers of cases and deaths, they have voiced concerns, often in catastrophic terms, on the health, economic and social impacts of Covid-19 in African countries. These concerns contrast sharply with the optimistic view that Africa may be spared the worst consequences of the pandemic.
This paper provides a snapshot of a crisis in evolution: its features could change as new data become available and our understanding improves. The paper examines the epidemic trends, the health impact, the containment measures and their possible side effects. Africa has a long experience of responding to epidemics: relevant lessons learned are outlined. The picture of the epidemic and its narrative are heterogenous, given the differing vulnerabilities of African countries and the diverse contexts within their borders. The paper, therefore, singles out selected countries as illustrative of specific situations and advocates for a transnational and subnational approach to future analyses.
The virus has shown a strong capacity to adapt; therefore, a response strategy, in order to be effective, needs to be flexible and able to adapt to changes. The paper concludes with the recommendation that affected communities should be engaged in the response, to maintain or build trust. A lesson from the Ebola outbreak of a few years ago was that epidemiologists and community leaders learned, after initial difficulties, how to dialogue and work together.

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Andamento della Mortalità Giornaliera (SiSMG) nelle città italiane in relazione all’epidemia di Covid-19. 1′ Febbraio – 12 Maggio (rapporto finale)

Publication date: 12/06/2020 – E&P Code: repo.epiprev.it/1778
Authors: (a cura di) Marina Davoli,1 Francesca de’ Donato,1 Manuela De Sario,1 Paola Michelozzi,1 Fiammetta Noccioli,1 Daniela Orrù,1 Pasqualino Rossi,2 Matteo Scortichini1

Sintesi. Nel presente Rapporto viene riportata una sintesi della sorveglianza della mortalità in relazione all’epidemia COVID-19, relativa alla prima fase di lock down nelle 32 città incluse nel Sistema di Sorveglianza rapido della mortalità giornaliera (SISMG).
I dati della sorveglianza della mortalità SiSMG relativi alle aree urbane, grazie alla tempestività della notifica del dato da parte delle anagrafi che collaborano al progetto, sono più aggiornati e completi rispetto ai dati ISTAT che richiedono tempi più lunghi per il consolidamento dei dati. Questo consente di utilizzare i dati per il monitoraggio real-time durante l’epidemia e di notificare tempestivamente eventuali eccessi riscontrati nelle città anche durante le fasi successive. (Per maggiori dettagli sul SISMG vedi rapporti precedenti).
Nel corso dell’epidemia l’ISTAT ha reso disponibili per la prima volta i dati della mortalità totale a livello comunale che provengono dall’integrazione dell’Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente (ANPR) con i dati dell’Anagrafe tributaria; i dati, sono stati rilasciati con aggiornamenti successivi, e nel secondo rapporto rilasciato il 3 giugno il dataset comprende il 97% dei comuni italiani ed è aggiornato al 30 aprile (ISTAT/ISS, 2020). I dati ISTAT, consentono di stimare l’eccesso di mortalità osservato complessivamente a livello nazionale e nelle diverse regioni, ed evidenziano la riduzione della mortalità (circa 10.000 decessi in meno nel mese di aprile rispetto al mese precedente). Inoltre, il rapporto evidenzia come con la diminuzione dell’eccesso di mortalità aumenta invece la quota di eccesso spiegata dalla mortalità COVID-19 che da circa il 50% nel mese di marzo supera l’80% nel mese di aprile.

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UV-C irradiation is highly effective in inactivating and inhibiting SARS-CoV-2 replication

Publication date: 08/06/2020 – E&P Code: repo.epiprev.it/1750
Authors: Andrea Bianco1, Mara Biasin2, Giovanni Pareschi1, Adalberto Cavalieri3, Claudia Cavatorta3, Claudio Fenizia2, Paola Galli1, Luigi Lessio4 , Manuela Lualdi3, Edoardo Redaelli1, Irma Saulle2,5, Daria Trabattoni2, Alessio Zanutta1, Mario Clerici5,6

Abstract: The potential virucidal effects of UV-C irradiation on SARS-CoV-2 were experimentally evaluated for different illumination doses and virus concentrations (1000, 5, 0.05 MOI). Both virus inactivation and replication inhibition were investigated as a function of these parameters. At a virus density comparable to that observed in SARS-CoV-2 infection, an UV-C dose of just 3.7 mJ/cm2 was sufficient to achieve a 3 log inactivation, and complete inhibition of all viral concentrations was observed with 16.9 mJ/cm2. These results could explain the epidemiological trends of COVID-19 and are important for the development of novel sterilizing methods to contain SARS-CoV-2 infection.

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Modulation of COVID19 Epidemiology by UV-B and -A Photons from the Sun

Publication date: 08/06/2020 – E&P Code: repo.epiprev.it/1746
Authors: Fabrizio Nicastro1, Giorgia Sironi2, Elio Antonello2, Andrea Bianco2, Mara Biasin3, John R. Brucato4, Ilaria Ermolli1, Giovanni Pareschi2, Marta Salvati5, Paolo Tozzi4, Daria Trabattoni3, Mario Clerici6

Abstract: It is well known that 200-290 nm ultraviolet photons (hereinafter UV-C radiation) photo-chemically interacts with DNA and RNA and are endowed with germicidal properties that are also effective on viruses (1-8). Fortunately, Solar UV-C photons of this wavelength are filtered out by the Ozone layer of the upper Atmosphere, at around 35 km (9). Softer UV photons from the Sun with wavelengths in the range 290-320 nm (UV-B) and 320-400 nm (UV-A), however, do reach the Earth’s surface. The effect of these photons on Single- and Double-Stranded RNA/DNA viruses (9-12) and the possible role they play on the seasonality of epidemics (13), are nevertheless little studied and highly debated in alternative or complementarity to other environmental causes (14-20). Notably though, the effects of both direct and indirect radiation from the Sun needs to be considered in order to completely explain the effects of UV radiations in life processes (with e.g. the UV virucidal effect enhanced in combination to the concomitant process of water droplets depletion because of Solar heat). Herein we present a number of concurring circumstantial evidence suggesting that the evolution and strength of the recent Severe Acute Respiratory Syndrome (SARS-Cov-2) pandemics (21, 22), might be have been modulated by the intensity of UV-B and UV-A Solar radiation hitting different regions of Earth during the diffusion of the outbreak between January and May 2020. Out findings, if confirmed by more in depth data analysis and modeling of the epidemics, which includes Solar modulation, could help in designing the social behaviors to be adopted depending on season and environmental conditions.

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Excess deaths and hospital admissions for COVID-19 due to a late implementation of the lockdown in Italy

Publication date: 05/06/2020 – E&P Code: repo.epiprev.it/1735
Authors: Raffaele Palladino1,2, Jordy Bollon3, Luca Ragazzoni3,4, Francesco Barone-Adesi3,4

Abstract: Background: In Italy, the COVID-19 pandemic led to the implementation of containment measures to the highest level, with a national lockdown enforced on March 9th, 2020. Despite this, by the time the epidemic curve started to flatten the health system already exceeded its capacity in different areas of the country, raising concerns that the public health response was indeed delayed. Aim of this study was to evaluate the health effects of late implementation of the lockdown in Italy.
Methods: Using national data on daily number of COVID-19 cases we first estimated the effect of the lockdown, employing an interrupted time series analysis. Second, we evaluated the effect of an early lockdown on the trend of new cases, creating a counterfactual scenario where the intervention was implemented one week in advance. We then predicted the corresponding number of intensive care unit (ICU) admissions, non-ICU admissions, and deaths. Finally, we compared the number of hospital admissions and deaths under the actual and counterfactual scenarios.
Results: an early implementation of the lockdown would have avoided about 126,000 COVID-19 cases, 54,700 non-ICU admissions, 15,600 ICU admissions, and 12,800 deaths. On the relative scale, this corresponds to a reduction of 60% (95%CI: 55% to 64%), 52% (95%CI: 46% to 57%), 48% (95%CI: 42% to 53%), and 44% (95%CI: 38% to 50%), respectively.
Conclusions: We found that the late implementation of the lockdown in Italy was responsible for a substantial proportion of hospital admissions and deaths associated with the COVID-19 pandemic. Understanding the factors contributing to a delayed response is necessary to strengthen public health preparedness in case of a second wave of infections.

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Conoscere per Prevenire – Questionario infezione da virus SARS CoV-2

Publication date: 03/06/2020 – E&P Code: repo.epiprev.it/1725
Authors: Alessia Angelini1, Fabio Capacci2, Stefano Silvestri3, Domenica Sottini4

Abstract: L’infezione da Sars CoVid 2 da circa 3 mesi occupa media e riviste scientifiche del mondo intero.
In questo breve periodo la conoscenza di questo nuovo virus si è arricchita di molti elementi, tuttavia l’argomento concernente le modalità di contagio ha probabilmente ancora molto da esplorare e definire. La prevenzione è stata attivata ai massimi livelli basandosi sul principio di precauzione spingendo al totale isolamento riducendo pertanto al minimo le possibilità di contagio.
Facendo riferimento all’esperienza maturata durante la sorveglianza epidemiologica delle più importanti patologie oncologiche causate dagli inquinanti nei luoghi di lavoro, si è ritenuto utile traslare l’esperienza sulla infezione da Covid 19 predisponendo un questionario semi strutturato che consenta di raccogliere le informazioni necessarie per procedere ad una valutazione delle esposizioni che possono essere correlate al contagio.

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