Avvertenza. Il Repository contiene rapporti di lavoro preliminari, non ancora sottoposti a revisione tra pari (peer review). Non dovrebbero essere riportati dai media come informazioni consolidate, né essere utilizzati per guidare la pratica clinica o indirizzare comportamenti. leggi

COVID-19

Implicazioni più specifiche del modello immunologico di COVID-19 per prevenzione, terapia e misure di sanità pubblica

Publication date: 25/07/2020 – E&P Code: repo.epiprev.it/1952
Authors: Alberto Donzelli1, Giulia Giudicatti1Sottomesso alla peer review sulla rivista Epidemiologia&Prevenzione

Abstract: Per dare malattia, un’infezione richiede il contatto con una dose infettante sufficiente e che il nostro organismo sia suscettibile.
L’articolo integra un modello immunologico di COVID-19 con alcune proposte strategiche finora trascurate e concreti suggerimenti su:
1. come ridurre/evitare che arrivino agli alveoli polmonari cariche virali eccessive, segnalando il rischio di ricircolo e auto-inalazione di cariche virali crescenti con l’uso protratto di mascherine (irrazionale all’aperto, quando si svolge attività fisica), e proponendo cautele individuali in presenza di valori di picco di PM2,5
2. misure pratiche e quasi ignorate nella comunicazione pubblica su come migliorare la salute in generale promuovendo una longevità sana, e potenziare le nostre difese verso le infezioni, con riferimento a fumo di tabacco, attività fisica e modelli di alimentazione salutari; e adottare un principio di precauzione minimizzando l’uso di paracetamolo e FANS in corso di infezioni, in coerenza con il modello immunologico di COVID-19 illustrato.
Le misure proposte sono empowering, non si concentrano sulla minoranza di pazienti con infezioni gravi in atto, ma sulla maggioranza dei non infetti, o dei soggetti con infezione lieve, perché restino tali.

More >
COVID-19

Interrompere le catene di trasmissione di COVID-19 in Italia: indagine tra i Dipartimenti di Prevenzione

Publication date: 21/07/2020 – E&P Code: repo.epiprev.it/1943
Authors: Stefania Salmasoa1, Francesca Zambri2,3, Matteo Renzi4, Angela Giusti2Sottomesso alla peer review sulla rivista Epidemiologia&Prevenzione

Abstract: INTRODUZIONE E OBIETTIVI. L’efficacia delle misure di controllo della pandemia di Covid-19 non può prescindere dalla capacità dei sistemi di sorveglianza di identificare e isolare tempestivamente le persone contagiose e i loro contatti. Durante Maggio 2020 è stata condotta una ricognizione rapida di metodi e strumenti adottati dalle ASL per descrivere alcuni aspetti organizzativi e di risorse coinvolte nel controllo della pandemia di COVID-19.
DISEGNO. Rilevazione trasversale sulle attività condotte nel mese di aprile 2020.
SETTING E PARTECIPANTI. Informazioni relative alla raccolta di casi sospetti, alla conferma dei casi, all’isolamento delle persone infette, alle attività di contact-tracing e alla sorveglianza in strutture residenziali con assistenza sanitaria, riferiti al mese di aprile 2020, sono state raccolte tramite un questionario online, da un campione di convenienza di Dipartimenti di Prevenzione delle strutture territoriali dei Servizi Sanitari Regionali.
RISULTATI. Nei 44 Dipartimenti di Prevenzione in 14 Regioni/PA (40% della popolazione residente in Italia) partecipanti, diversi servizi sono stati impegnati nella risposta. Le segnalazioni di casi sospetti sono stati in media circa 3 volte il numero di casi confermati e sono state effettuate con un modulo locale nel 46% delle ASL e con un modulo regionale nel 42% dei Dipartimenti (in 9/14 Regioni), ma circa un quarto ha indicato che non sempre venivano usati tali strumenti. Il 2% non
aveva alcuna modulistica. I dati dei casi sospetti sono stati registrati nel 52% delle ASL su database locali, mentre nel 20% su database regionali (in 7 Regioni), tuttavia l’11% non ha effettuato registrazioni elettroniche. L’accertamento virologico extra-ospedaliero con tamponi nasofaringei, è stato effettuato in 7 punti prelievo in media (mediana pari a 5) per ASL per una capacità media giornaliera di 350 (71 per 100.000) tamponi per ASL. In totale 893 per 100.000 nuove persone sono state sottoposte a tampone nel mese di aprile. I dati relativi ai tamponi effettuati sono stati registrati su una piattaforma regionale in 17 ASL (39%) di 8 regioni. In 3 ASL solo i positivi sono stati registrati elettronicamente. In 12 ASL sono stati usati file locali. L’intervista ai casi confermati è stata fatta con un questionario locale in 23 Dipartimenti (52%), mentre in 6 ASL non è stato utilizzato uno strumento standardizzato. I dati raccolti sono stati registrati su una piattaforma regionale in 13 Dipartimenti (in 8 Regioni), in 2 Dipartimenti non tutti i casi sono stati registrati e in 18 sono stati registrati solo a livello locale. Per ogni caso confermato nel mese di aprile sono stati identificati una mediana di 4 contatti. Solo 13 (30%) Dipartimenti in 9 Regioni hanno registrato i dati dei contatti su data base regionale. Dieci Dipartimenti (23%) hanno solo registrazioni su carta, mentre il 56% ha registrato i dati su database locali. Circa 5 operatori sanitari sono stati impegnati su ogni singola attività della sorveglianza ogni 100.000 persone assistite.
CONCLUSIONI. La pandemia ha richiesto un grande sforzo organizzativo e una grande flessibilità per l’incremento di capacità di risposta sul territorio, che vanno ora potenziate e mantenute. Diversi strumenti sono stati messi a punto e utilizzati per gli stessi processi operativi di sorveglianza nelle ASL e la mole di dati raccolti spesso non è stata registrata per ulteriori elaborazioni e analisi del rischio. I risultati presentati sono la base per l’aggiornamento dei piani di risposta pandemica territoriale in cui andranno definiti anche i valori di riferimento per i processi operativi cruciali per l’interruzione dei contagi.

More >
COVID-19

COVID-19 e ricerca clinico-epidemiologica in Italia: proposta di un’agenda di ricerca su temi prioritari da parte dell’Associazione Italiana di Epidemiologia

Publication date: 21/07/2020 – E&P Code: repo.epiprev.it/1938
Authors: Giovannino Ciccone1, Silvia Deandrea2, Antonio Clavenna3, Ursula Kirchmayer4, Vittorio Simeon5, Anna Acampora4, Nerina Agabiti4, Laura Angelici4, Rita Banzi3, Ennio Cadum2, Anna Castiglione1, Paolo Chiodini5, Cinzia Colombo3, Eliana Ferroni6, Enrica Migliore1, Lorenza Nisticò7, Eva Pagano1, Anna Maria Sabelli8, Carlotta Sacerdote9, Caterina Silvestri10, Salvatore Soldati4, Saverio Stranges11, Marcello Tirani2, Marina Davoli4, Claudia Galassi1, Francesco Forastiere12Sottomesso alla peer review sulla rivista Epidemiologia&Prevenzione

Abstract: INTRODUZIONE. La pandemia COVID-19 ha generato un’enorme quantità di iniziative di ricerca clinica ed epidemiologica, soprattutto nei Paesi più coinvolti dall’infezione. Tuttavia, questo grande sforzo è stato caratterizzato da diverse debolezze metodologiche, sia nel campo della scoperta di trattamenti efficaci (con troppe sperimentazioni di piccole dimensioni e senza gruppo di controllo), sia nel campo dell’identificazione dei rischi prevenibili e dei fattori prognostici (con pochi grandi studi di coorte o caso-controllo, rappresentativi e ben progettati).
OBIETTIVI. In risposta alla frammentata e scoordinata produzione di ricerca su COVID-19, l’Associazione Italiana di Epidemiologia (AIE) ha stimolato la formazione di un gruppo di lavoro (GL) con l’obiettivo di individuare le più importanti lacune conoscitive e di proporre un’agenda di ricerca strutturata di studi clinici ed epidemiologici considerati ad alta priorità su COVID-19, con raccomandazioni sulla metodologia preferibile.
METODI. Sulla base di un’adesione spontanea si è costituito un gruppo di lavoro di 25 persone, composto principalmente da epidemiologi, statistici e altri esperti in campi specifici. L’accordo su un elenco dei principali quesiti di ricerca e sulla struttura dei documenti specifici da produrre è stato definito attraverso pochi incontri su web e cicli di scambio di documenti.
RISULTATI. Sono state identificate dodici principali quesiti di ricerca su COVID-19, che riguardano l’eziologia, la prognosi, il trattamento, il follow-up e le problematiche su popolazioni specifiche (bambini, donne in gravidanza). Per ogni quesito è stato sviluppato un documento di due pagine, strutturato in: background, temi principali, metodi (con raccomandazioni sul disegno di studio preferito e suggerimenti per la prevenzione dei bias) e una bibliografia essenziale.
CONCLUSIONI. Questa agenda di ricerca rappresenta un contributo iniziale per indirizzare gli sforzi di ricerca clinica ed epidemiologica su temi ad alta priorità, con particolare attenzione agli aspetti metodologici. Sono auspicabili ulteriori sviluppi e perfezionamenti di questa agenda da parte delle autorità sanitarie pubbliche.

More >
COVID-19

Classification of weekly provincial overall age and sex-specific mortality patterns during the CoVID epidemics in Italy

Publication date: 21/07/2020 – E&P Code: repo.epiprev.it/1931
Authors: Nataša Kejžar1, Lara Lusa1,2Sottomesso alla peer review sulla rivista Epidemiologia&Prevenzione

Abstract: OBJECTIVES: to provide a time-varying classification of the Italian provinces based on the weekly age and sex-specific relative risks (RR) for overall mortality, obtained comparing the number of deaths from 13 weeks from the beginning of the CoVID epidemics, with the average number of deaths from the same period in 2015-19.
DESIGN: population overall mortality data provided by the Italian National Statistical Office (ISTAT).
SETTING AND PARTICIPANTS: Italian residents 60 years or older from 7357/7904 Italian municipalities. For the included municipalities the number of deaths from any cause from January 1st till May 30th was available for each day of the 2015-2020 period. Data were stratified by sex, 4 age categories (60-69, 70-79, 80-89, 90+), week and province.
MAIN OUTCOME MEASURES: province and sex-specific weekly RR curves (age category vs RR), obtained for 13 weeks between February 26th and May 30th; excess mortality; time-varying/weekly classification of provinces.
RESULTS: our results provide a weekly classification of the Italian provinces based on their RR curves in 5 groups, 2 of which had high and very high excess mortality during the epidemics. Most of the provinces that appeared at least once in the highest-risk group are neighboring provinces in the northern regions of Lombardia, Emilia Romagna, Piemonte, and Marche (in central Italy), where most of the CoVID cases and deaths were identified. A subanalysis of the provinces with high-incidence of the virus identified three groups, different in the magnitude of the overall RR, but also in the shape of their RR curves, which varied markedly also between men and women and most importantly in the highest-risk group.
CONCLUSIONS: our study gives timely reanalysis of the Istat data at weekly level and provides a classification of the geographical and temporal characteristics of the excess mortality in the Italian provinces during the CoVID epidemics. Our results facilitate the presentation of the spatio-temporal mortality patterns of the epidemics and provide evidence of high heterogeneity in the group of provinces that were defined as high-risk groups by others, based on their geographical position or on the observed spread of the virus.

More >
COVID-19

Forcing Seasonality of influenza-like epidemics with daily Solar resonance

Publication date: 13/07/2020 – E&P Code: repo.epiprev.it/1923
Authors: Fabrizio Nicastro1, Giorgia Sironi2, Elio Antonello2, Andrea Bianco2, Mara Biasin3, John R. Brucato4, Ilaria Ermolli1, Giovanni Pareschi2, Marta Salvati5, Paolo Tozzi4, Daria Trabattoni3, Mario Clerici6

Abstract: Seasonality of acute viral respiratory diseases is a well-known and yet not fully understood phenomenon. Several models have been proposed to explain the regularity of yearly recurring outbreaks and the phase-differences observed at different latitudes on Earth. Such models take into account known internal causes, primarily the periodic emergence of new virus variants that evade the host immune response. Yet, this alone, is generally unable to explain the regularity of recurrences and the observed phase-differences. Here we show that seasonality of viral respiratory diseases, as well as its distribution with latitude on Earth, can be fully explained by the virucidal properties of UV-B and A Solar photons through a daily, minute-scale, resonant forcing mechanism. Such an induced periodicity can last, virtually unperturbed, from tens to hundreds of cycles, and even in presence of internal dynamics (host’s loss of immunity) much slower than seasonal will, on a long period, generate seasonal oscillations.

More >
COVID-19

A municipality-level Analysis of Excess Mortality in Italy in the period January-April 2020

Publication date: 10/07/2020 – E&P Code: repo.epiprev.it/1911
Authors: Annibale Biggeri1, Dolores Catelan1, Mario Braga2, Corrado Lagazio3, Fabio BarboneSottomesso alla peer review sulla rivista Epidemiologia&Prevenzione

Abstract: The first confirmed cases of Covid-19 in WHO European region was reported at the end of January 2020, and from that moment the epidemic has been speeding up and rapidly spreading across Europe. The health, social and economic consequences of the pandemic are difficult to evaluate since there are many scientific uncertainties and unknowns. Several authors discussed the preventable methodologic errors that have arisen in reporting on the COVID-19 crisis. The use of excess mortality for all causes has been advocated as a less biased measure of impact. The main focus of this paper is on statistical methods for the identification of spatial clusters of excess mortality, directly or indirectly caused by Covid-19. In particular, we analyzed mortality for all causes at municipality level in Italy 2015-2020 and compared excesses observed January-April 2020 with the corresponding period in the previous 5 years. Mortality data were made available by the Ministry of Internal Affairs Italian National Resident Population Demographic Archive and Italian Central Statistical Institute (ISTAT). We obtained for each municipality the posterior predictive distribution under a hierarchical null. We calculated the one-sided tail probabilities over the posterior predictive distribution using the observed death counts. Post processing of posterior predictive probabilities is conducted to account for multiplicity. Excess death counts are obtained using the posterior relative risk using as reference the municipality-specific expected count – the mean of the posterior predictive distribution – and the observed 2020 death counts. Attributable Community Rate is also calculated using the population denominators. Full Bayesian models implemented via MCMC simulations were conducted. The scientific community has been debating on the extent of the consequences of the pandemic in Italy or, in other terms, on how many deaths were caused by the virus well above the seasonal mortality. Our study is not intended to answer this question, but to provide a methodological approach to analyze epidemic data accounting for the spatial and temporal uncertainty.

More >
COVID-19

Impatto delle restrizioni di mobilità per Covid-19 sulla mortalità prematura da incidenti stradali in Cina

Publication date: 07/07/2020 – E&P Code: repo.epiprev.it/1904
Authors: Carlo Mamo1, Marco Dalmasso1, Alessio Pitidis2

Abstract: Impact of mobility restrictions for Covid-19 on premature mortality from traffic accidents in China.
This short paper investigates the impact of Covid-19 pandemic lockdown on premature mortality from traffic accidents in China. Trend of NO2 polluttant in major Chinese cities were used as indicator of motor traffic variations due to mobility restrictions. In February 2020, the estimated YLL from traffic accidents were about 23,350 in the Province of Hubei and about 730,300 for the whole of China. The difference with respect to expected values roughly translate to 23,352 traffic related YLL avoided in February in Hubei and 312,982 YLL avoided for the whole of China.

More >
COVID-19

Monitoraggio dell’impatto indiretto di Covid-19 su altri percorsi assistenziali

Publication date: 06/07/2020 – E&P Code: repo.epiprev.it/1897
Authors: Gruppo di lavoro “Mimico-19”: Teresa Spadea1, Roberto Gnavi1, Tania Landriscina1, Roberta Onorati1, Alessandro Migliardi1, Giuseppe Costa1, Olivia Leoni2, Roberto Blaco2, Michele Ercolanoni2, Chiara Di Girolamo3, Elena Berti3, Nicola Caranci3, Maria Luisa Moro3, Viola Damen4, Laura Belotti4, Silvia Forni5, Valeria Di Fabrizio5, Sara D’Arienzo5, Fabrizio Gemmi5, Mario Braga5, Paola Colais6, Luigi Pinnarelli6, Mariangela D’Ovidio6, Maria Balducci6, Marina Davoli6, Danilo Fusco7, Caterina Fanizza8, Vito Petrarolo8, Lucia Bisceglia8, Alessandra Allotta9, Salvatore Scondotto9.

Abstract: La redistribuzione di risorse e la temporanea riorganizzazione dei percorsi di cura legate alla pandemia da Covid-19 potrebbero avere già avuto un impatto sulla salute dei cittadini, in termini di ritardi diagnostici e di trattamento. Per monitorare questi effetti indiretti della pandemia, sette regioni (Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna, Toscana, Lazio, Puglia e Sicilia) hanno attivato un progetto di rilevazione tempestiva di alcuni indicatori di ricorso all’ospedale, basato sui sistemi informativi regionali del Pronto Soccorso e delle dimissioni ospedaliere.
Tutti i servizi sanitari regionali hanno reagito alla pandemia limitando l’offerta ordinaria, rinviando gli interventi programmati differibili e scoraggiando la domanda non urgente: è diminuito molto il ricorso al pronto soccorso dei casi non urgenti; sono diminuiti i ricoveri per malattie ischemiche di cuore e per malattie cerebrovascolari, ma è rimasta invariata la capacità di trattamento tempestivo e appropriato di queste patologie una volta ospedalizzate; è diminuita drasticamente l’offerta di interventi di chirurgia elettiva non urgente, ma sembra rimasta invariata l’offerta di interventi non differibili in ambito oncologico ed ortopedico. I dati mostrano anche alcune differenze tra le regioni, che non sembrano legate in maniera sistematica al diverso impatto della pandemia e più probabilmente dipendono da diverse scelte organizzative regionali, ipotesi che verrà valutata in approfondimenti successivi.
Queste trasformazioni da un lato potrebbero portare benefici alla salute degli assistiti e all’efficienza del sistema sanitario, con la riduzione dei passaggi in pronto soccorso non urgenti o di alcuni interventi di appropriatezza controversa; dall’altro, il differimento degli interventi meno urgenti potrebbe aver aumentato la durata della sofferenza o delle limitazioni funzionali e, al tempo stesso, ha comportato un allungamento consistente delle liste di attesa che esige una loro riprogrammazione attenta sia alle priorità, sia all’equità, sia all’efficienza.

More >
COVID-19

Modalità di gestione integrata nel dipartimento di prevenzione di un focolaio epidemico da COVID-19 in un grande stabilimento di lavorazione di carni della provincia di bari

Publication date: 30/06/2020 – E&P Code: repo.epiprev.it/1888
Authors: G. Di Leone1, P. Drago2, M. Troiano3, F. Mascoli1, N. Dahbaoui2, D. Scorrano3, S. De Nitto4, L. Rizzo4, M. Iurilli4, M Pesce5, D. Lagravinese4, P. L. Lopalco6Sottomesso alla peer review sulla rivista Epidemiologia&Prevenzione

Abstract: Diversi setting di propagazione si sono dimostrati particolarmente efficienti nella diffusione del SARS-CoV-2. A livello internazionale gli impianti di macellazione e trasformazione carni hanno generato numerosi focolai di COVID19. In questo lavoro gli autori descrivono il primo focolaio COVID19 documentato in Italia in un grosso impianto di trasformazione carni nel Sud Italia e gli interventi diagnostici e di controllo messi in atto per il suo contenimento.

More >
COVID-19

Sorveglianza della mortalità durante la pandemia COVID-19 in regione Emilia-Romagna

Publication date: 23/06/2020 – E&P Code: repo.epiprev.it/1878
Authors: Bartolini Letizia1, Chiara Di Girolamo1, Nicola Caranci1, Maria Luisa Moro1

,Abstract: La pandemia legata alla diffusione del virus SARS-CoV-2 ha determinato un impatto sanitario dalle dimensioni inizialmente difficili da definire. Tra le prime attività di monitoraggio in vari ambiti geografici italiani vi è stata l’analisi della mortalità generale e tra i casi notificati come positivi nel sistema di sorveglianza del COVID-19. Con l’obiettivo di analizzare l’ordine di grandezza, in termini assoluti e in riferimento all’atteso del quinquennio 2015-2019, si sono descritti i decessi avvenuti nel periodo 1° gennaio-15 maggio nell’intera regione Emilia-Romagna. Tramite le registrazioni che alimentano l’anagrafe delle persone assistite e la registrazione delle notifiche, si è potuto rilevare un eccesso della mortalità del 24% (uomini: 29%, donne: 19%) rispetto ai valori medi dello stesso periodo del quinquennio precedente. Mentre fino a febbraio 2020 la mortalità era stata inferiore all’atteso, è seguito un sensibile aumento fino ad un massimo nella settimana 18-24 marzo (+113%). Tale eccesso è stato più accentuato nelle provincie occidentali (+491% nella provincia di Piacenza) e sensibilmente minore nella provincia di Ferrara e in Romagna, ad eccezione di Rimini, che ha avuto un impatto di intensità intermedia e spostato in avanti, come avvenuto a Reggio Emilia e a Modena. A Bologna la massima intensità si è registrata ancora più avanti nel tempo (aprile inoltrato).

More >
COVID-19

La gravità delle pandemie regionali da 2019-nCOV è fortemente condizionata da un fattore geografico

Publication date: 22/06/2020 – E&P Code: repo.epiprev.it/1853
Authors: Roberto Ronchetti1, Francesco Ronchetti1

Abstract: Nel marzo 2020, studiando 248 epidemie da COVID-19, che si erano accese in tutto il pianeta dopo quella iniziale di Wuhan in Cina, osservammo che esisteva una zona geografica delimitata dalla latitudine 30°-50° Nord entro cui si erano verificate la maggior parte delle epidemie gravi. (1).
Pur mantenendo questo assunto si poteva però contemporaneamente notare come un considerevole numero di eventi epidemici che si erano verificati in questa fascia di latitudine non erano gravi; si poteva dunque dire che per essere grave una epidemia da 2019-nCoV era necessario che si verificasse in quella regione del pianeta: questa localizzazione, però, non era sufficiente perché sempre in quella zona esistevano molte epidemie non gravi.
Si trattava di una osservazione che documentava il fatto che il 2019-nCoV antigenicamente nuovo per tutta l’umanità esercitava la sua azione infettante e letale sotto l’influenza di fattori dispersi nel pianeta lungo una fascia geografica assai limitata.
Non è la prima volta che una tale associazione tra patologia virale e geografia viene ipotizzata, a livello epidemiologico (2). Al momento della nostra richiesta di pubblicazione queste osservazioni epidemiologiche sulla relazione clima-infezione non erano ancora comparse in letteratura.
Era un’osservazione comunque già allora intrigante e di difficile interpretazione. Dopo quasi tre mesi, molte epidemie nel pianeta si sono sviluppate e molte si sono concluse per cui è il momento di tentare la conferma dell’esistenza di un mal definito “fattore geografico” in grado di condizionare la gravità delle infezioni causate dal nuovo virus. Il presente studio utilizza le curve epidemiologiche di tutte le regioni italiane per tentare di capire se, in una nazione compresa nella già citata fascia 30°-50° latitudine Nord le curve epidemiche appaiono uniformi oppure sotto l’influenza di un fattore geografico.
Peraltro eseguire uno studio comparativo di solidi dati epidemiologici ufficiali di tutte le nostre regioni (3-9) è certamente fonte di chiarezza in un momento in cui si tende a colpevolizzare chi ha operato nel corso dei drammatici tre mesi trascorsi e c’è forte incertezza sulle misure che sono necessarie o opportune nei mesi a venire.

More >
COVID-19

Covid-19 in Africa: the little we know and the lot we ignore

Publication date: 18/06/2020 – E&P Code: repo.epiprev.it/1827
Authors: Sandro Colombo1, Rino Scuccato1, Antonello Fadda1, Amélia Jossai Cumbi1

Abstract: Covid-19 has stirred up an information deluge that challenges our capacity to absorb and make sense of data. In this unrelenting flow of information, Africa has been largely off the radar, escaping the attention of the scientific literature and the media. International agencies have been the exception: despite the still low numbers of cases and deaths, they have voiced concerns, often in catastrophic terms, on the health, economic and social impacts of Covid-19 in African countries. These concerns contrast sharply with the optimistic view that Africa may be spared the worst consequences of the pandemic.
This paper provides a snapshot of a crisis in evolution: its features could change as new data become available and our understanding improves. The paper examines the epidemic trends, the health impact, the containment measures and their possible side effects. Africa has a long experience of responding to epidemics: relevant lessons learned are outlined. The picture of the epidemic and its narrative are heterogenous, given the differing vulnerabilities of African countries and the diverse contexts within their borders. The paper, therefore, singles out selected countries as illustrative of specific situations and advocates for a transnational and subnational approach to future analyses.
The virus has shown a strong capacity to adapt; therefore, a response strategy, in order to be effective, needs to be flexible and able to adapt to changes. The paper concludes with the recommendation that affected communities should be engaged in the response, to maintain or build trust. A lesson from the Ebola outbreak of a few years ago was that epidemiologists and community leaders learned, after initial difficulties, how to dialogue and work together.

More >
COVID-19

Andamento della Mortalità Giornaliera (SiSMG) nelle città italiane in relazione all’epidemia di Covid-19. 1′ Febbraio – 12 Maggio (rapporto finale)

Publication date: 12/06/2020 – E&P Code: repo.epiprev.it/1778
Authors: (a cura di) Marina Davoli,1 Francesca de’ Donato,1 Manuela De Sario,1 Paola Michelozzi,1 Fiammetta Noccioli,1 Daniela Orrù,1 Pasqualino Rossi,2 Matteo Scortichini1

Sintesi. Nel presente Rapporto viene riportata una sintesi della sorveglianza della mortalità in relazione all’epidemia COVID-19, relativa alla prima fase di lock down nelle 32 città incluse nel Sistema di Sorveglianza rapido della mortalità giornaliera (SISMG).
I dati della sorveglianza della mortalità SiSMG relativi alle aree urbane, grazie alla tempestività della notifica del dato da parte delle anagrafi che collaborano al progetto, sono più aggiornati e completi rispetto ai dati ISTAT che richiedono tempi più lunghi per il consolidamento dei dati. Questo consente di utilizzare i dati per il monitoraggio real-time durante l’epidemia e di notificare tempestivamente eventuali eccessi riscontrati nelle città anche durante le fasi successive. (Per maggiori dettagli sul SISMG vedi rapporti precedenti).
Nel corso dell’epidemia l’ISTAT ha reso disponibili per la prima volta i dati della mortalità totale a livello comunale che provengono dall’integrazione dell’Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente (ANPR) con i dati dell’Anagrafe tributaria; i dati, sono stati rilasciati con aggiornamenti successivi, e nel secondo rapporto rilasciato il 3 giugno il dataset comprende il 97% dei comuni italiani ed è aggiornato al 30 aprile (ISTAT/ISS, 2020). I dati ISTAT, consentono di stimare l’eccesso di mortalità osservato complessivamente a livello nazionale e nelle diverse regioni, ed evidenziano la riduzione della mortalità (circa 10.000 decessi in meno nel mese di aprile rispetto al mese precedente). Inoltre, il rapporto evidenzia come con la diminuzione dell’eccesso di mortalità aumenta invece la quota di eccesso spiegata dalla mortalità COVID-19 che da circa il 50% nel mese di marzo supera l’80% nel mese di aprile.

More >
COVID-19

UV-C irradiation is highly effective in inactivating and inhibiting SARS-CoV-2 replication

Publication date: 08/06/2020 – E&P Code: repo.epiprev.it/1750
Authors: Andrea Bianco1, Mara Biasin2, Giovanni Pareschi1, Adalberto Cavalieri3, Claudia Cavatorta3, Claudio Fenizia2, Paola Galli1, Luigi Lessio4 , Manuela Lualdi3, Edoardo Redaelli1, Irma Saulle2,5, Daria Trabattoni2, Alessio Zanutta1, Mario Clerici5,6

Abstract: The potential virucidal effects of UV-C irradiation on SARS-CoV-2 were experimentally evaluated for different illumination doses and virus concentrations (1000, 5, 0.05 MOI). Both virus inactivation and replication inhibition were investigated as a function of these parameters. At a virus density comparable to that observed in SARS-CoV-2 infection, an UV-C dose of just 3.7 mJ/cm2 was sufficient to achieve a 3 log inactivation, and complete inhibition of all viral concentrations was observed with 16.9 mJ/cm2. These results could explain the epidemiological trends of COVID-19 and are important for the development of novel sterilizing methods to contain SARS-CoV-2 infection.

More >
COVID-19

Modulation of COVID19 Epidemiology by UV-B and -A Photons from the Sun

Publication date: 08/06/2020 – E&P Code: repo.epiprev.it/1746
Authors: Fabrizio Nicastro1, Giorgia Sironi2, Elio Antonello2, Andrea Bianco2, Mara Biasin3, John R. Brucato4, Ilaria Ermolli1, Giovanni Pareschi2, Marta Salvati5, Paolo Tozzi4, Daria Trabattoni3, Mario Clerici6

Abstract: It is well known that 200-290 nm ultraviolet photons (hereinafter UV-C radiation) photo-chemically interacts with DNA and RNA and are endowed with germicidal properties that are also effective on viruses (1-8). Fortunately, Solar UV-C photons of this wavelength are filtered out by the Ozone layer of the upper Atmosphere, at around 35 km (9). Softer UV photons from the Sun with wavelengths in the range 290-320 nm (UV-B) and 320-400 nm (UV-A), however, do reach the Earth’s surface. The effect of these photons on Single- and Double-Stranded RNA/DNA viruses (9-12) and the possible role they play on the seasonality of epidemics (13), are nevertheless little studied and highly debated in alternative or complementarity to other environmental causes (14-20). Notably though, the effects of both direct and indirect radiation from the Sun needs to be considered in order to completely explain the effects of UV radiations in life processes (with e.g. the UV virucidal effect enhanced in combination to the concomitant process of water droplets depletion because of Solar heat). Herein we present a number of concurring circumstantial evidence suggesting that the evolution and strength of the recent Severe Acute Respiratory Syndrome (SARS-Cov-2) pandemics (21, 22), might be have been modulated by the intensity of UV-B and UV-A Solar radiation hitting different regions of Earth during the diffusion of the outbreak between January and May 2020. Out findings, if confirmed by more in depth data analysis and modeling of the epidemics, which includes Solar modulation, could help in designing the social behaviors to be adopted depending on season and environmental conditions.

More >
COVID-19

Excess deaths and hospital admissions for COVID-19 due to a late implementation of the lockdown in Italy

Publication date: 05/06/2020 – E&P Code: repo.epiprev.it/1735
Authors: Raffaele Palladino1,2, Jordy Bollon3, Luca Ragazzoni3,4, Francesco Barone-Adesi3,4

Abstract: Background: In Italy, the COVID-19 pandemic led to the implementation of containment measures to the highest level, with a national lockdown enforced on March 9th, 2020. Despite this, by the time the epidemic curve started to flatten the health system already exceeded its capacity in different areas of the country, raising concerns that the public health response was indeed delayed. Aim of this study was to evaluate the health effects of late implementation of the lockdown in Italy.
Methods: Using national data on daily number of COVID-19 cases we first estimated the effect of the lockdown, employing an interrupted time series analysis. Second, we evaluated the effect of an early lockdown on the trend of new cases, creating a counterfactual scenario where the intervention was implemented one week in advance. We then predicted the corresponding number of intensive care unit (ICU) admissions, non-ICU admissions, and deaths. Finally, we compared the number of hospital admissions and deaths under the actual and counterfactual scenarios.
Results: an early implementation of the lockdown would have avoided about 126,000 COVID-19 cases, 54,700 non-ICU admissions, 15,600 ICU admissions, and 12,800 deaths. On the relative scale, this corresponds to a reduction of 60% (95%CI: 55% to 64%), 52% (95%CI: 46% to 57%), 48% (95%CI: 42% to 53%), and 44% (95%CI: 38% to 50%), respectively.
Conclusions: We found that the late implementation of the lockdown in Italy was responsible for a substantial proportion of hospital admissions and deaths associated with the COVID-19 pandemic. Understanding the factors contributing to a delayed response is necessary to strengthen public health preparedness in case of a second wave of infections.

More >
COVID-19

Conoscere per Prevenire – Questionario infezione da virus SARS CoV-2

Publication date: 03/06/2020 – E&P Code: repo.epiprev.it/1725
Authors: Alessia Angelini1, Fabio Capacci2, Stefano Silvestri3, Domenica Sottini4

Abstract: L’infezione da Sars CoVid 2 da circa 3 mesi occupa media e riviste scientifiche del mondo intero.
In questo breve periodo la conoscenza di questo nuovo virus si è arricchita di molti elementi, tuttavia l’argomento concernente le modalità di contagio ha probabilmente ancora molto da esplorare e definire. La prevenzione è stata attivata ai massimi livelli basandosi sul principio di precauzione spingendo al totale isolamento riducendo pertanto al minimo le possibilità di contagio.
Facendo riferimento all’esperienza maturata durante la sorveglianza epidemiologica delle più importanti patologie oncologiche causate dagli inquinanti nei luoghi di lavoro, si è ritenuto utile traslare l’esperienza sulla infezione da Covid 19 predisponendo un questionario semi strutturato che consenta di raccogliere le informazioni necessarie per procedere ad una valutazione delle esposizioni che possono essere correlate al contagio.

More >
COVID-19

Applicazione di tecnologia “no-touch” UV a luce pulsata Xeno per il contrasto alla trasmissione nosocomiale della COVID-19 (Protocollo: NoTouch-XenoLuxCOVID19)

Publication date: 29/05/2020 – E&P Code: repo.epiprev.it/1713
Authors: Domenico Martinelli1, Giovanni Villone1, Francesca Fortunato1, Maria Angela Ioakim1, Alessandra Cozza1, Rosa Prato1, Vitangelo Dattoli1Sottomesso alla peer review sulla rivista Epidemiologia&Prevenzione

Abstract: Nella storia naturale della pandemia di COVID-19 è apparso da subito evidente il ruolo di cluster nosocomiali nell’amplificazione di eventi epidemici a livello locale. In questo scenario, le pratiche essenziali dei Programmi di Prevenzione e Controllo delle Infezioni (IPC) rivestono un’importanza cruciale per garantire il funzionamento dei servizi assistenziali e mitigare il carico di malattia nei gruppi di popolazione più a rischio. Uno degli interventi raccomandati è rappresentato dal contenimento della carica microbica a livello ambientale, al quale, oggi, possono contribuire in modo rilevante innovative tecniche di sanificazione. In particolare, i sistemi “no-touch” (automatizzati) a luce UV pulsata allo Xeno (PX-UV) si sono rivelati, a livello sperimentale, efficaci contro la contaminazione dell’aria e di diverse superfici da parte di microrganismi multifarmaco-resistenti, micobatteri e virus. In un’esperienza di campo condotta per alcuni mesi del 2019 in un quartiere operatorio ad elevata complessità dell’Azienda Ospedaliero Universitaria Policlinico Riuniti di Foggia, interventi di sanificazione PX-UV eseguiti ad intervalli predefiniti hanno mostrato un importante abbattimento della carica microbica pre-sanitizzazione finale.

More >
COVID-19

Pandemie e sostenibilità ambientale

Publication date: 26/05/2020 – E&P Code: repo.epiprev.it/1682
Authors: Celestino Panizza1

Abstract: Mentre gli impatti delle attività agricole sull’uso del suolo sono, per alcuni aspetti, relativamente ben caratterizzati (ad esempio, la contabilità delle emissioni di carbonio e la perdita di biodiversità), meno consolidati sono i potenziali impatti sulla salute umana. In questo ambito le ricerche riguardano gli effetti dell’esposizione a pesticidi, prodotti chimici e metalli pesanti.
L’emergenza Coronavirus (Covid-19) richiama l’attenzione alle interazioni tra cambiamento ambientale e insorgenza di malattie infettive.
Gli ecosistemi possono svolgere un ruolo importante nella regolazione delle malattie mantenendo le dinamiche naturali delle malattie nelle comunità faunistiche e riducendo la probabilità di contatto e trasmissione di agenti patogeni tra esseri umani, bestiame e fauna selvatica.
Per affrontare le pandemie come per le malattie non trasmissibili è necessaria una visione che risale alle cause prime dei fenomeni e una visione sistemica, integrata, dei processi in atto. Per raggiungere gli obiettivi di sostenibilità ambientale, ricercatori e decisori dovrebbero prendere in considerazione le interconnessioni dell’emergenza della malattia e il loro impatto sociale più ampio. Sono necessarie politiche ambientali che promuovano la pianificazione sostenibile dell’uso del suolo.

More >
COVID-19

Educate on how to close the toilet knob taps, or replace them

Publication date: 26/05/2020 – E&P Code: repo.epiprev.it/1702
Authors: Alberto Donzelli1, Giulia Giudicatti1Sottomesso alla peer review sulla rivista Epidemiologia&Prevenzione

Abstract: According to an US study1 about a third of Covid-19 positive patients had gastrointestinal symptoms.
These symptoms include diarrhea, nausea and vomiting, are an important feature of the disease, and suggested also a possible fecal-oral transmission of the virus that needs attention.
A systematic review with meta-analysis2 of 60 studies, comprising 4243 patients, have already showed a pooled prevalence of all gastrointestinal symptoms of 17.6%. The pooled prevalence of stool samples that were positive for virus RNA was 48.1%, and 70.3% of hose collected after loss of virus from respiratory specimens tested positive for RNA virus2, though this does not mean that the viral RNA was still infectious.
Other Authors speculate on a potential fecal–oral transmission3,4. However, a laboratory study5 showed that SARS-CoV-2 virus can enter into enterocytes, but that viruses released into the intestinal lumen were inactivated by (simulated) human colonic fluid, and infectious virus was not recovered from the stool specimens of COVID-19 patients.
According to current evidence, COVID-19 virus is primarily transmitted through respiratory droplets and contact routes6. The latter can imply also the contact with contaminated surfaces. An article published in the NEJM7 analyzed the SARS-CoV-2 resistance on certain surfaces, confirming that the virus is quite stable on surfaces like stainless steel, being detected up to 48-72 hours after application.

More >